L’eternit, o cemento-amianto, rappresenta ancora oggi una sfida importante per molte imprese italiane. Con l’avvicinarsi del 2026, il panorama normativo si prepara a cambiamenti decisivi che ogni azienda deve conoscere per garantire la conformità e la sicurezza nella gestione di questo materiale pericoloso.
Febbraio 2026: la rivoluzione del FIR digitale
La novità più rilevante che attende le aziende è l’introduzione del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) digitale obbligatorio a partire dal 13 febbraio 2026. Questo rappresenta l’ultimo tassello della digitalizzazione del sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), avviata nel corso del 2025.
Dal 13 febbraio 2026, il FIR cartaceo sarà definitivamente sostituito da quello digitale per tutti gli operatori iscritti al RENTRI. In particolare, l’obbligo riguarderà:
- Produttori di rifiuti pericolosi (incluso l’amianto)
- Produttori di rifiuti non pericolosi da attività industriali e artigianali con più di 10 dipendenti
- Trasportatori professionali
- Impianti di trattamento, intermediari e commercianti
Il FIR digitale dovrà essere compilato, firmato digitalmente e trasmesso attraverso il portale RENTRI, garantendo tracciabilità completa lungo tutta la filiera di gestione del rifiuto. Durante il trasporto, sarà necessario esibire una stampa cartacea del formulario digitale oppure il documento su dispositivo mobile.
Le ultime scadenze per l’iscrizione al RENTRI
Il completamento del sistema RENTRI sta entrando nella fase finale. Le ultime categorie di operatori obbligati devono iscriversi entro scadenze precise:
- Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026: iscrizione obbligatoria per i produttori di rifiuti pericolosi con fino a 10 dipendenti
Per le imprese che gestiscono demolizioni con presenza di amianto, l’iscrizione al RENTRI e l’adozione del FIR digitale rappresentano passaggi fondamentali per la conformità normativa. L’inadempimento comporterà sanzioni e l’impossibilità di movimentare correttamente i rifiuti.
Il Decreto-Legge 116/2025: sanzioni più severe
Nel corso del 2025 è stato approvato il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, convertito in Legge 147/2025, che ha modificato significativamente il quadro sanzionatorio per la gestione illecita dei rifiuti. Questo provvedimento, noto anche come “Decreto Terra dei Fuochi”, ha iasprito le pene per chi gestisce illegalmente i rifiuti, amianto compreso.
Le principali modifiche riguardano:
- Trasformazione di alcune contravvenzioni in delitti, con conseguente impossibilità di accedere all’oblazione
- Pene più severe per l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti pericolosi
- Nuove aggravanti per i reati commessi nell’esercizio di attività d’impresa
- Sanzioni accessorie come la sospensione della patente, il fermo del veicolo e l’esclusione dall’Albo dei gestori ambientali
Questo inasprimento normativo sottolinea l’importanza di affidarsi esclusivamente a intermediari e trasportatori autorizzati per la gestione dell’amianto.
Incentivi e agevolazioni per la bonifica
Nonostante l’inasprimento delle sanzioni, restano disponibili incentivi per le aziende che intendono bonificare i propri immobili dall’amianto:
Bonus Ristrutturazioni 2026
La detrazione fiscale per la rimozione dell’amianto è attualmente al 36%, calcolata su un massimo di 48.000 euro di spesa, ripartita in 10 rate annuali. L’Agenzia delle Entrate ha recentemente confermato che questi interventi rientrano nel Bonus Ristrutturazioni.
Ecobonus
Se la rimozione dell’amianto è abbinata a interventi di efficientamento energetico (come l’installazione di pannelli fotovoltaici o la coibentazione), è possibile accedere all’Ecobonus con detrazioni fino al 65%.
Incentivi INAIL
I Bandi ISI INAIL prevedono contributi fino al 65% per le aziende che investono nella sicurezza dei luoghi di lavoro, compresa la bonifica delle coperture in amianto.
Incentivi per il fotovoltaico
Per gli impianti fotovoltaici installati su tetti bonificati dall’amianto è previsto un premio tariffario di circa 12 €/MWh sull’energia prodotta, oltre alla tariffa incentivante standard.
Incentivi regionali
Alcune regioni hanno introdotto contributi specifici. Ad esempio, la Legge Regionale 17/2025 (pubblicata a luglio 2025) prevede contributi fino a 3.000 euro (60% delle spese) per lo smaltimento di piccoli quantitativi di amianto, semplificando le procedure di accesso ai fondi.
Gli obiettivi del PNRR per il 2026
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede un investimento di 500 milioni di euro destinato alla bonifica dei siti orfani contaminati, con l’obiettivo di riqualificare almeno il 70% della superficie di questi siti entro il primo trimestre del 2026.
Sebbene non siano previste misure specifiche dedicate esclusivamente all’amianto, molti dei siti orfani individuati presentano significative contaminazioni da eternit, rendendo questo investimento cruciale anche per la bonifica dell’amianto sul territorio nazionale.
Quando è obbligatoria la rimozione?
È importante ricordare che non esiste un obbligo generalizzato di rimozione dell’eternit. L’obbligo scatta quando il materiale è:
- Friabile
- Danneggiato o deteriorato
- In grado di rilasciare fibre nell’ambiente
In tutti gli altri casi, il proprietario deve:
- Effettuare una valutazione del rischio da parte di tecnici certificati
- Implementare un programma di controllo e manutenzione periodica
- Segnalare la presenza all’ASL di competenza
- Designare un responsabile per l’amianto
Le alternative alla rimozione includono l’incapsulamento (applicazione di prodotti che inglobano le fibre) o il confinamento (installazione di una barriera protettiva).
La violazione dell’obbligo di comunicazione alla ASL comporta una sanzione amministrativa superiore a 2.000 euro.
L’importanza dell’intermediazione professionale nel 2026
Con l’entrata in vigore del FIR digitale obbligatorio e l’inasprimento delle sanzioni, il ruolo degli intermediari professionali come Esal diventa strategico. La corretta gestione dell’amianto nel 2026 richiede:
- Iscrizione al RENTRI e gestione del FIR digitale
- Conoscenza approfondita della normativa vigente
- Collaborazione con ditte specializzate e autorizzate per la rimozione
- Garanzia di tracciabilità completa lungo tutta la filiera
- Rispetto rigoroso del Piano di Lavoro Amianto (ex art. 256 del D.Lgs. 81/08)
- Smaltimento esclusivamente presso discariche autorizzate
- Gestione della documentazione in formato digitale
Prepararsi al 2026: le azioni immediate
Le aziende che gestiscono o intendono gestire rifiuti di amianto devono prepararsi adeguatamente:
- Verificare l’iscrizione al RENTRI – Se non ancora iscritti e obbligati, completare l’iscrizione entro le scadenze previste
- Dotarsi di strumenti digitali – Predisporre sistemi gestionali o utilizzare le applicazioni RENTRI per la gestione del FIR digitale
- Formare il personale – Garantire che gli operatori siano preparati all’utilizzo degli strumenti digitali
- Verificare le autorizzazioni – Assicurarsi che tutti i partner della filiera (trasportatori, impianti) siano pronti alla transizione digitale
- Pianificare le bonifiche – Valutare la possibilità di accedere agli incentivi disponibili per interventi programmati
Conclusioni
Il 2026 segna un anno di svolta per la gestione dell’amianto in Italia: la digitalizzazione attraverso il RENTRI e il FIR digitale obbligatorio dal 13 febbraio porterà maggiore trasparenza e controllo, mentre le sanzioni più severe del Decreto-Legge 116/2025 rappresentano un forte deterrente per chi opera illegalmente. Al tempo stesso, gli incentivi fiscali e i contributi regionali offrono opportunità per le aziende che intendono bonificare in modo corretto e sostenibile.
Esal è al fianco delle imprese in questa fase di transizione, garantendo intermediazione professionale, conformità normativa alla digitalizzazione RENTRI e sicurezza in ogni fase della gestione dei rifiuti di amianto.